CISL Fp Sassari: assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale a rischio

“Basta con i proclami e gli annunci dove emerge che la priorità è cancellare la ATS (Azienda tutela della salute), la Cisl Fp di Sassari rinnova l’invito e sollecita la nuova classe politica recentemente eletta e sopratutto chi governa le aziende sanitarie affinché si scongiurino ulteriori condizioni di disagio e/o disservizi per i cittadini, già fortemente colpiti da tutta una serie di inefficienze e tagli perpetuati in una logica ragionieristica di governo del sistema.” Così scrive in una nota il segretario territoriale della FP Cisl di Sassari Antonio Monni.
“Riteniamo che sia divenuto ormai improrogabile rispondere al grido di dolore della numerosa platea di professionisti, lavoratrici e lavoratori “ingabbiati” nelle numerose graduatorie concorsuali, i quali attendono con ansia e preoccupazione la tanto sospirata chiamata per vedersi stabilizzati.
A questo proposito ci preme sottolineare che in prospettiva dell’avvicinarsi del periodo estivo, la necessità di personale e quindi il bisogno di rinforzare gli organici già strutturalmente ridotti, è condizione vincolante ai fini di una regolare gestione e mantenimento della continuità assistenziale: sia in ambito ospedaliero che nel circuito dei servizi territoriali.
A fine aprile scadranno i rapporti di lavoro a tempo determinato di numerosi colleghi, per lo più Operatori socio sanitari, Infermieri ma anche amministrativi, ai quali, se non viene prorogato il contratto, oppure per chi ha diritto alla stabilizzazione non viene immesso in ruolo, le conseguenze saranno devastanti e chi avrà la peggio come sempre saranno i cittadini, con l’inevitabile smacco verso coloro i quali sperano di ricevere il telegramma per sganciarsi da un precariato che nei fatti non lo è più, poiché si tratta di risorse umane diventate ormai indispensabili per garantire la regolare copertura dei turni di servizio.
Se poi alziamo lo sguardo verso il sistema convenzionato e/o terzializzato che opera in regime di convenzione col sistema pubblico, i dati appaiono a dir poco allarmanti, con strutture soppresse, tagli indiscriminati sugli appalti e così via dicendo, i cui risultati hanno determinato esuberi di personale e in taluni casi tagli di ore contrattuali.
Non c’è più tempo da perdere, il Presidente, la Giunta regionale ed in particolar modo l’Assessore alla sanità fresco di nomina, devono intervenire ed assumere iniziative urgenti, cominciando dalle forti criticità spesso oggetto di denuncia dei sindacati, degli stessi operatori, ma anche dei cittadini e dei rispettivi organismi di rappresentanza, denunce e rimostranze che in buona sostanza convergono sulle istanze oggetto della presente.
Per cui nulla da dire sull’azione politica del tipo “via l’ATS si torna alla Asl” come dichiarato dall’Assessore Nieddu, ma che questo non sia e sopratutto non diventi l’unico punto all’ordine del giorno, di contro invece auspichiamo e chiediamo fortemente che l’eventuale “contro-riforma” esordisca con la presa in carico delle significative problematiche dei territori per poi arrivare anche ad un ritorno alle ex Asl, formula sulla quale è cosa saggia ragionare sui contenuti e non sul nome e/o sul numero delle aziende.”

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