Associazione Alzheimer, integrazione e volontariato al centro di San Camillo

Quando integrazione e volontariato si incontrano nascono progetti di collaborazione che raggiungono obiettivi alti e risultati concreti, mettono a tacere polemiche e annullano divisioni inutili. È il caso dell’iniziativa che l’Associazione Alzheimer di Sassari e la SDP servizi hanno attivato da qualche tempo nel centro di San Camillo gestito proprio dall’Associazione di volontariato guidata a Sassari da Gianfranco Favini. Protagonisti quattro ragazzi ospiti del centro di accoglienza per migranti ospitato nei locali del Pime e gestito in questo caso dalla SDP. Per due giorni alla settimana i ragazzi si recano a San Camillo e prestano la loro opera al servizio dei 16 ospiti del centro. “Vivono con noi la vita comunitaria e partecipano a tutte le attività che vengono svolte il martedì ed il giovedì -afferma Gianfranco Favini.
“Ovviamente dopo esser stati selezionati hanno avviato una formazione per essere in grado di poter compiutamente dare un contributo e lavorare fianco a fianco con gli altri volontari e lo staff di professionisti del centro. I risultati sono già più che soddisfacenti. Si sono integrati perfettamente nella nostra realtà e fanno già parte della nostra famiglia ma sono certo che nei prossimi mesi il loro apporto sarà ancora più prezioso.”
Ma come è nato questo progetto di collaborazione?
“Nella maniera più casuale e naturale possibile. Mi sono recato al Pime e ho chiesto se qualcuno degli ospiti avesse voglia di prestare la propria opera come volontario. Ho trovato immediatamente piena collaborazione dalla SDP che ha selezionato i quattro ragazzi, coadiuvata anche dai nostri professionisti. Devo dire che i ragazzi sono stati accolti benissimo dai nostri ospiti e l’arrivo dei ragazzi è stato sicuramente un momento molto emozionante. Ora il progetto avrà anche un’ ulteriore ampliamento, è prevista infatti una giornata settimanale in più rispetto alle due già attive attualmente. Questo porterà indubbi benefici ai nostri ospiti e credo che consentirà anche ai ragazzi di vivere ancora più positivamente questa esperienza. Abbiamo infatti parlato dell’importanza della loro presenza al centro di san Camillo ma vorrei sottolineare anche come questa attività aiuti gli stessi ragazzi ad acquisire nuove competenze e ad imparare meglio la lingua italiana. In una parola sola quella tanto richiamata integrazione che in questo caso assume un significato pieno.”

Ti potrebbe piacere anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



Fondazione di Sardegna