Cisl, disagi e proteste per assistenza domiciliare a Sassari

“Sono numerose le segnalazioni e le proteste da parte degli addetti ai lavori e dei numerosi cittadini sul funzionamento del servizio di assistenza domiciliare della Assl di Sassari”. Lo afferma il segretario territoriale della FP Cisl di Sassari Antonio Monni in una lettera inviata al Direttore Generale dell’ATS Moirano.

“Dopo il continuo stillicidio dei centri prelievi – non ultimo quello ubicato nel comune di Usini – dove medici ed infermieri sono costretti ad effettuare i prelievi a bordo delle autoemoteche itineranti, anche le prestazioni domiciliari in modalità “ADI” stanno subendo un forte rallentamento a causa della penuria di personale medico, evidentemente non sostituito, incaricato di prescrivere e quindi assegnare le necessarie cure a domicilio dell’utente.

Le cure domiciliari – prosegue Monni – sono estremamente importanti, poiché dovrebbero garantire un insieme coordinato di attività mediche, infermieristiche e riabilitative, le cui finalità sono quelle di assicurare una migliore qualità di vita dei pazienti, evitando quindi, per quanto possibile, il ricovero e/o il prolungato in ospedale. Non solo, questa tipologia di assistenza, se funziona come dovrebbe, è uno strumento utile per decongestionare l’inaccettabile condizione di sovraffollamento dei presidi ospedalieri, dove purtroppo i casi di ricoveri in barella stipati nei corridoi delle corsie e nelle stanze di degenza continua ad essere un triste realtà. Così per dare alcuni numeri, oltre alla pochezza di personale infermieristico, tecnico e di assistenza, si pensi che per le sole cure palliative e quindi con pazienti tumorali e/o affetti da SLA, su cinque medici solo due sono operativi sul territorio: insomma mancano Psicologi, Geriatri, Neurologi, Fisiatri e così via dicendo. A ciò aggiungasi anche la penuria di presidi e forniture come le medicazioni e i farmaci. Per cui appare quantomeno improponibile anche per i pochi addetti ai lavori, operare e garantire una risposta adeguata ai bisogni delle persone affette da patologia gravi.

La sintesi e le conclusioni ormai appaiono come un disco rotto, poiché non è la prima volta che questa organizzazione sindacale scrive e segnala le forti criticità e i relativi disservizi sul territorio. Il richiamo al concetto di integrazione tra ospedale e cure territoriali, come elemento di valorizzazione in termini di efficacia ed efficienza dei servizi sanitari e sociosanitari, continua a restare un miraggio, pertanto ed in ragione di quanto sopra, si chiedono immediate iniziative gestionali, attraverso le quali fronteggiare e superare quanto prima le forti difficoltà di governo di questa tipologia di assistenza, ovvero potenziando con personale dedicato detto servizio.”

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