La Gestione clinico-assistenziale della donna con tumore alla mammella nella Asl di Olbia

Questa mattina nella sala Congressi dell’Expò, in via Porto Romano a Olbia, si è svolto il convegno “Percorso clinico assistenziale della paziente con tumore della mammella”, che ha visto la partecipazione di medici di medicina generale (Mmg), oncologi, chirurghi, anatomo patologi, radiologi, igienisti, farmacisti, biologi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico, psicologi, infermieri. “Dal mese di ottobre la nostraAzienda ha approvato una procedura che si pone come obiettivo quello di venire incontro alle donne che si trovano a dover gestire un periodo difficile della propria vita. Nel 2014 si sono registrati in Italia 48.000 nuovi casi di carcinoma della mammella femminile, numeri simili ci devono far riflettere e portare tutti gli operatori e creare dei percorsi che siano in grado di trasmettere rassicurazioni e, soprattutto, risposte certe, personalizzate e che consentano, nel minor tempo possibile, di avere una diagnosi precisa e l’individuazione di un percorso terapeutico dettagliato”, ha spiegato Salvatore Ortu, responsabile del Servizio di Oncologia aziendale della Asl di Olbia.

“Il carcinoma alla mammella è la principale causa di morte nelle donne tra i 35 e 54 anni; in caso di diagnosi precoce e di un trattamento adeguato il tasso di sopravivenza a cinque anni nelle pazienti con tumore della mammella può superare l’80%”, spiega il medico, responsabile scientifico dell’evento odierno. “Con questo procedura l’Aziende intende garantire la presa in carico assistenziale della paziente, andando a migliorare l’aspetto della comunicazione e informazione tra gli operatori sanitari e la donna, migliorando i temi d’attesa con la previsione di tempi standard aziendali e il monitoraggio dei livelli di qualità delle cure offerte alla singola paziente. Un ruolo attivo verrà svolto anche dai Medici di Medicina generale, i quali, dinanzi ad una paziente sintomatologica, potranno inviarla direttamente nel reparto di Oncologia, dove presa in carico nell’arco delle 48 ore.  Si tratta di una procedura complessa che analizza le varie fasi del percorso di diagnosi e cura e che coinvolge diversi specialisti che vengono riuniti in un “Team specialistico multidisciplinare” di cui faranno parte l’oncologo, il chirurgo, il radiologo, l’anatomopatologo, lo psicologo e l’infermiere, che in maniera congiunte prendono in carico la paziente occupandosi contestualmente di tutti gli aspetti della patologia. In questa maniera verrà annullato il senso di “abbandono” e “spaesatezza” che spesso travolge le donne, che in questa maniera si sentiranno seguita in ogni loro fase del percorso terapeutico. Il nostro intento è quello di accompagnare la donna nella gestione della sua patologia, non lasciandola mai sola”, conclude Ortu.

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